Il dolore e perchè fa male

Potrà anche non piacere, ma abbiamo bisogno del dolore. Il dolore funziona come un sistema di allarme che ci protegge. Il dolore ci dice: "Attenzione, Attenzione: smetti quello che stai facendo e fai qualcos'altro". Per esempio, se la mano è su una pentola calda, il dolore dice di smettere di toccarla e di allontanare la mano. In questo modo, il dolore protegge il corpo dai danni (o dai danni ulteriori, se si è già scottato). Il dolore aiuta anche a guarire: fino a quando si ha male, ci si riposa.

Esistono alcune persone che sono nate SENZA il senso del dolore. Questi soggetti sono affetti da una rara condizione nota come "insensibilità congenita al dolore". Il loro sistema nervoso non è in grado di riconoscere le informazioni dolorifiche. Si potrebbe pensare che sia una bella cosa, ma NON lo è. Senza la possibilità di riconoscere le stimolazioni dolorose, non è possibile evitare di arrecarsi dei danni. Per esempio, se ci si rompe l'osso di un braccio, si può continuare ad usare quel braccio, perchè tanto non fa male, peggiorando ulteriormente la situazione. Le persone con insensibilità congenita al dolore hanno spesso molte lesioni, come lividi, danni alle articolazioni e perfino dita mancanti!

E allora, cosa, nel mondo che ci circonda, può causare dolore? Tutto ciò che può provocare una reazione è chiamato stimolo. Gli stimoli sono dolorosi quando danneggiano i tessuti o hanno la potenzialità di farlo. Il dolore è il modo che la natura ha di informare il cervello su eventuali danni al suo corpo. Gli stimoli dolorosi possono essere suddivisi in vari tipi:

Stimoli dolorosi
Energia Tipo Esempio Possibile conseguenza
se non trattato
Meccanica Forte pressione
Puntura
Schiacciamento
Torsione
Morso di animale
Taglio di coltello
Caduta dalla bicicletta
Contusioni
Ossa rotte
Ferite
Termica
(Temperatura)
Caldo
Freddo
Fuoco
Cioccolata calda
Ghiaccio
Ustioni
Congelamento
Elettrica -- Scossa Ustioni
Chimica -- Acidi
Peperoncino
Ustioni chimiche
Danni cutanei
Viscerale
(Dentro il corpo)
-- Infarto
Appendicite
Peggioramento

hotpepper Ovviamente la lista potrebbe essere molto più lunga...

Bene, ora conosciamo gli "stimoli" che possono causare dolore. In che modo questi stimoli attivano il sistema nervoso? Esistono "recettori" specializzati nella cute e negli organi interni che sono sensibili agli stimoli dolorosi. Questi recettori sono chiamati "nocicettori" e sono costituiti da terminazioni nervose libere che appartengono a fibre mieliniche A di piccolo diametro ed a fibre amieliniche di tipo C - sono queste le fibre nervose che MANCANO nelle persone con insensdibilità congenita al dolore (qui ci sono più informazioni sulle fibre nervose). La nocicezione, quindi, è la risposta del sistema nervoso alla stimolazione dolorosa. Quando i nocicettori rilevano uno stimolo nocivo, inviano un messaggio al midollo spinale.

Una famosa teoria su come funziona il dolore è nota come Teoria del controllo a cancello, formulata da Patrick Wall e Ronald Melzack nel 1965. La teoria sostiene che la sensazione dolorosa sia il risultato del bilanciamento fra le informazioni che viaggiano nel midollo spinale attraverso fibre di grosso diametro e quelle che, invece, percorrono fibre più piccole. Le fibre di grosso diametro veicolano informazioni non nocicettive, mentre quelle di piccolo diametro portano informazioni nocicettive. Se prevale l'attività lungo le fibre grosse, il dolore sarà scarso o assente, mentre se prevale l'attività lungo le fibre di piccolo diametro, il dolore sarà percepito. Sotto c'è uno schema che spiega come la teoria potrebbe funzionare.

Teoria del controllo a cancello

I = "Interneurone inibitorio"; P ="Neuron di proiezione"
- = inibizione (blocco); + = eccitazione(attivazione)

Guardiamo la teoria un punto alla volta:

  1. In assenza di stimoli, sia le fibre nervose grosse che quelle piccole sono silenti e l'interneurone inibitorio (I) blocca la trasmissione dei segnali nel neurone di proiezione (P) che porta al cervello. Il "cancello è chiuso" e quindi NON C'E' DOLORE.
  2. Con stimoli non dolorosi, si attivano primariamente le fibre di grosso diametro. Ciò porta all'attivazione del neurone di proiezione (P), MA ANCHE all'attivazione dell'interneurone inibitorio (I) che quindi BLOCCA la trasmissione del segnale al cervello da parte del neurone di proiezione (P). Il "cancello è chiuso" e quindi NON C'E' DOLORE.
  3. Con stimoli dolorosi, si attivano le fibre di piccolo diametro. Queste attivano il neurone di proiezione (P) e BLOCCANO l'interneurone inibitorio (I). Poichè l'interneurone inibitorio è bloccato, esso NON PUO' bloccare l'attività del neurone di proiezione (P) che trasmette al cervello. Il "cancello è aperto" e quindi C'E' DOLORE!


(Immagine fornita dalla Libreria Nazionale di Medicina, Bethesda, Maryland, USA.)
Anche se la teoria del controllo a cancello è sostenuta da alcuni dati sperimentali e spiega alcune osservazioni effettuate in pazienti sotto terapia antalgica, non arriva a spiegare tutto. Comunque, pensa a questo: cos'è la prima cosa che fai dopo aver picchiato la testa o esserti accidentalmente pizzicato un dito? Probabilmente ci sfreghi sopra, e questo ti fa sentire meglio, vero? Potresti spiegarlo con la teoria del controllo a cancello? Lo sfregamento della testa o del dito potrebbe generare segnali non nocicettivi che verrebbero trasportati al midollo spinale da fibre di grosso diametro. Secondo la teoria, l'attività di queste fibre potrebbe attivare l'interneurone inibitorio che bloccherebbe il neurone di proiezione impedendo, così, la trasmissione dell'informazione nocicettiva e bloccando il dolore.

Dal midollo spinale, i messaggi vanno direttamente a diverse strutture encefaliche, fra cui il talamo, il mesencefalo e la formazione reticolare troncoencefalica.

Alcune regioni encefaliche che ricevono informazioni nocicettive sono implicate nei fenomeni percettivi ed emotivi. Inoltre, alcune di queste regioni ripriettano al midollo spinale, modificando le stesse informazioni che salgono verso il cervello. Questo è uno dei modi in cui il cervello può RIDURRE il dolore. Due regioni cerebrali che sono coinvolte nella riduzione del dolore sono la sostanza grigia periacqueduttale ed il nucleo del raphe magnus. I neurochirurghi possono impiantare elettrodi di stimolazione nella sostanza grigia periacqueduttale di pazienti che soffrono di dolore intenso: pochi impulsi elettrici tramite questi elettrodi possono, in alcuni casi, ridurre la sofferenza di questi pazienti!!

Altri modi per controllare il dolore:
Metodi Possibili meccansimi Usi/Esempi
Aspirina Agisce prevalentemente sul sistema nervoso periferico. Riduce l'infiammazione. Mal di testa, dolore muscolo-scheletrico
Morfina Agisce sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) bloccando la trasmissione del dolore. Attiva i sistemi encefalici che modulano il dolore e trasmettono al midollo spinale. Dolore post-operatorio, altre condizioni dolorose
Altri farmaci che
riducono il dolore
Agiscono su vari sistemi di neurotrasmettitori. Varie condizioni dolorose
Ipnosi
  1. Può attivare le vie che inibiscono il dolore e che vanno dal cervello al midollo spinale (ma non quelle degli oppioidi).
  2. Può agire da qualche parte nel cervello (lobi frontali?) per allontanare dal dolore l'attenzione del paziente.
Pratiche dentarie, parto, lesioni, mal di testa.
Agopuntura
  1. Stimolazione delle fibre nervose di grande diametro che inibiscono il dolore ("chiudendo il cancello").
  2. Possibile effetto placebo. Causa la liberazione di endorfine (le sostanze morfino-simili dell'organismo).
  3. Alcuni tipi di agopuntura potrebbero stimolare le fibre di piccolo diametro ed inibire i meccanismi spinali del dolore (in disaccordo con la teoria del controllo a cancello)
Dolori alla schiena, piccoli interventi chirurgici
Placebo
  1. Riduce l'ansietà.
  2. Causa la liberazione di endorfine
Mal di testa, dolore post-operatorio
Stimolazione elettrica
transcutanea
  1. Stimolazione delle fibre nervose di grosso diametro che "chiudono il cancello", con riduzione del dolore.
  2. Possibile effetto placebo.
Dolore post-operatorio, artrite, dolore tumorale
Neurochirurgia Rimozione o blocco della trasmissione delle informazioni nocicettive Dolore tumorale
Stress
  1. Attivazione dei sistemi di oppiati endogeni (endorfine)
  2. Attivazione di sistemi endogeni non basati su oppiacei
I giocatori di calcio continuano a giocare anche se si sono fatti male. I soldati continuano a combattere anche se feriti.

Altre informazioni sul placebo:
  1. EfficacyBeyond the Placebo Effect
  2. The PlaceboEffect - Skeptic's Dictionary
  3. ThePlacebo Effect

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Lo sapevi? Il cervello non è sensibile al dolore, perchè non ha recettori dolorifici. Infatti, molta chirurgia cerebrale può essere condotta in sola anestesia locale. Le meningi (che ricoprono il cervello), sono, però, molto sensibili al dolore.

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Per saperne di più sul dolore, visita questi siti:
  1. American Council for Headache Education
  2. America's 80 Billion Aspirin Habit
  3. Aspirin -Scientific American, Maggio 1999
  4. Headache: Hope through Research.
  5. chili peppers
  6. Chronic Pain -Hope through research
  7. Chronic Pain -
  8. International Association for the Study of Pain
  9. Measurement of Pain
  10. La National Headache Foundation ed il National Institute of Neurological Disorders and Stroke hanno anche altre informazioni sulle cause del mal di testa.
  11. Nociceptors and Pain - della Society for Neuroscience
  12. Neuropathic Pain -della Society for Neuroscience
  13. Pain: Must People Suffer?
  14. Pain: Protector and Tormentor
  15. Pain, Profit, and Sweet Relief
  16. Relief of pain and suffering
  17. Somatic Sensation - della University of Arizona, Physiology for Engineers

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Lo sapevi? Il dolore cronico affligge 97 milioni di americani e costa circa 100 miliardi di dollari l'anno (fonte della Society for Neuroscience, 1997)

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TORNA A: Esplorando il Sistema Nervoso Indice